UN PENSIERO PER TETE Y OSVALDO Tratto dal n°1 - GENNAIO 2011 de: El tanguero - tango magazine
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Un anno fa piangevamo la scomparsa di due grandi del mondo del Tango, due uomini che con il loro amore e la loro passione hanno dato tanto a questo balloo. Oggi ad un anno di distanza ci piaceva ricordarli: a Pedro "Tete" Rusconi e a Osvaldo Zotto. Ricordando la lettera di Tete Mi sono sempre chiesto come mai Tete proprio nel 2006 avesse avuto bisogno di scrivere questa lettera che ora presentiamo in una nuova traduzione. Dopotutto Tete aveva vissuto in prima persona il tango nel corso degli ultimi 50-60 anni. Ma proprio nel 2006, quando il tango era rinato dopo un lungo oblio e già godeva di ottima salute, mentre tutti, chi con le tasche piene, chi con la boria da divo, applaudivano l'evento, Tete, il grande Tete, chiedeva, al contrario, umilmente, di dire la sua. Così dalla lettera emerge l'esigenza di proteggere proprio quell'arte che lo aveva accompagnato una vita intera. Un po' come Socrate, saggio per saper di non sapere, Tete era milonghero per ballar senza dover ballare. Infatti il ballo per lui era solo la naturale conseguenza del fatto che una musica in quel momento lo ispirasse nel movimento, verso il cielo e verso la terra. Il "Ballo del Tango", codificato in figure e precisioni varie, in realtà non può esistere, sarebbe la negazione stessa del suo fondamento artistico, dunque come poterlo insegnare? Erano forse i nuovi maestri del 2000 i retori e sofisti dell'antica Grecia che intrappolavano il pensiero soffocandolo con le forme della convenzione per accalappiare i giovani scolari? Il milonghero balla senza una logica sequenziale, balla senza conoscere nulla, balla senza consapevolezza di ballare, balla senza ballare. E' la musica che si impossessa di lui e lo porta ad abbracciare come se fosse l'ultimo abbraccio della sua vita, e il passo... cosa è il passo se non la cadenza della musica che si fa corpo? Certo, un aiuto serve, come scrive Tete, "la postura, l'eleganza, l'equilibrio...", ma solo per ritrovare se stessi e non per camuffarsi. Era il 2006 e dunque qualcosa era nell'aria, che ora Tete sentiva, provo ad immaginare, nei festival sempre più intasati da esibizioni di divi con relativi fan, nelle milonghe di nuovo affollate, ma prive di armonia e di ordine, nei movimenti poco sinceri, appresi da qualche nuovo sofista. In pericolo era quella semplice verità che lui e tanti della sua generazione a Buenos Aires avevano faticosamente e genialmente scoperto, e nel temere che andasse persa sentivano solo un forte dispiacere. Ermanno Felli Aprendamos a bailar tango - Impariamo a ballare il tango Pedro "Tete" Rusconi Oggi , 9 gennaio 2006, vorrei chiedervi qualcosa con l'affetto e il rispetto che sento per tutti voi. Questo non è un rimprovero per nessuno, ciò che voglio è che tutta la gioventù e tutta la gente che balla il tango comprenda il mio proposito : non bisogna mascherare il tango da nessun punto di vista, perché questa musica così appassionante ci dà vita, energia , piacere e con essa ci sentiamo meglio. Dopo aver visto per molti anni ballerini e maestri , penso che non ci possono essere tanti errori nell'insegnamento e nelle esibizioni. E vengo a esporvi la mia idea. Ho sempre saputo che la musica è la base principale del tango. Come pure imparare a camminare con essa , avendo equilibrio e "cadencia". Non potrei dirvi che non c'è una tecnica quando si balla , però sarebbe meglio che si insegnasse a ballare più liberamente , per sé stessi ....lì sta il divertimento...Nessuno ci coinvolge guardandoci , perché balliamo per noi stessi. Penso che molti stanno mascherando il tango con qualcosa che non é la verità, perché il tango è musica e non comincia con i passi , né dobbiamo commettere l'errore di non insegnare a camminare su diversi stili musicali per poter conoscere tutte le orchestre. Molta gente che stà insegnando dovrebbe prima imparare a ballare il tango per poter poi dare tutto di sé stesso, per non defraudare i propri alunni né danneggiare la propria immagine di maestro. Il tango non é un business, sebbene molti lo vedano così. Il tango è parte della nostra vita, dei nostri nonni , padri , fratelli e amici. E' la nostra vita. Non dovremmo sbagliarci tanto , dovremmo conquistarlo di nuovo perché , non rispettandolo, lo stiamo perdendo.  Cari amici, ballerine e ballerini professionisti, per rispetto a voi stessi, nelle vostre esibizioni sarebbe cosa buona che voi ballaste più tango e meno acrobazie , ballet e qualsiasi altra cosa che non sia tango. Non voglio credere che, anche quando vi esibite, fate delle competizioni; sappiamo che ogni coppia dovrebbe creare un proprio stile e , inoltre, non si dovrebbe ballare altra musica che non sia tango. In questo non mentite a voi stessi né alla gente. E per la comunità tanghera dell'Europa e del resto del mondo , dò un consiglio: mi piacerebbe che apriste gli occhi su come imparare a ballare. Principalmente agli organizzatori di stage e ai maestri, dico questo:  con tutto il mio affetto, voglio che sappiate che , quando si organizza qualcosa, bisogna chiamare i migliori ballerini e maestri, affinché l'insegnamento sia corretto. Senza la musica , la "cadencia" , la postura e l'equilibrio a nulla servono i passi : ecco perché abbiamo bisogno di maestri e professori autentici. Dal fondo del mio cuore, con un po' di tristezza , mi piacerebbe che voi rifletteste su ciò e , se c'è qualcosa da dirmi , lo diceste. Se volete lamentarvi , io vado sempre al ballo : mi vedete, mi parlate , mi fate domande ed io risponderò…. Vi rispondo a tutti , non avete paura , non lascerò nessuno senza risposta , però , per favore, cambiate il sistema, create un sistema dove tutti sono contenti , dove possiamo ballare il tango , dove possiamo avere molta gente in più , senza vendere altre bugie. Fin d'ora , mando un bacio e un abbraccio a tutti voi e auguro che quest'anno che è cominciato sia il più felice per tutti. traduzione Alberto Valente Ricordando Osvaldo con Gisel Avanzi Osvaldo… io sono sicura che lui negli ultimi mesi era molto contento, era soddisfatto della sua carriera, stava bene,  era felice di essere il maestro di una nuova generazione. La sua influenza in tutti noi (suoi allievi) è stata molto forte… Era arrivato dove voleva, era riuscito a lavorare con la sua più grande passione! Osvaldo è stato  un pilastro importante del tango tradizionale, la sua dedizione nel ballo era straordinaria; era umile, sincero, aveva la semplicità che è propria dei grandi maestri. La tua voglia di ballare oggi… è cambiata? Dopo la sua morte mi sono fermata per un po', poi è stata proprio sua madre Mabel a riportarmi a ballare da Andrès, l'amico di Osvaldo che lo ha trovato quella tragica mattina e che insegna a Buenos Aires… e così ho ripreso anche per  portare avanti il suo pensiero, adesso di diverso c'è che ascolto un brano e piango… proprio come Osvaldo…adesso sento che il tango mi è entrato dentro, e quando ballo io ballo con lui, sempre. Vivevate insieme vero? Si  a Palermo dove avevamo una scuola. Ci sono tornata qualche giorno fa dopo un anno per riprendere le sue cose; nel quartiere tutti gli volevano bene e lui si sentiva  a casa, Palermo è un po' Buenos Aires diceva sempre… È stato forte tornare in quei luoghi, quando l'aereo stava per atterrare il cuore mi batteva forte,  ma era necessario per chiudere un capitolo. Ho ripreso le sue cose e sono andata via. Osvaldo ci ha lasciato purtroppo da quasi un anno... come stai? Dipende dal giorno… (le spuntano le lacrime), cerco di andare avanti con tutto quello che mi ha lasciato, cercando di difendere uno stile, una passione, una forma di vita, che non è stata solo  figure e  virtuosismi, ma sentimento e  anima. La pulizia del movimento, la cura dei dettagli e l'eleganza dei passi erano il suo tango, erano la sua ricerca, la sua arte. L'ultimo ricordo con lui che ti viene in mente? In aereo qualche giorno prima che morisse, mi disse "che bello finalmente due mesi a Buenos Aires…" e invece è finito in cielo ad insegnare agli angeli. Il tango era la sua vita, si dedicava solo a quello e anche adesso sono certa lo starà facendo. La ringraziamo e la lasciamo andare chiaramente provata dai tristi ricordi. Ci saluta ricordandoci che da gennaio insieme alla Compagnia Tango x 2 di Miguel Angel Zotto  ballerà in un nuovo spettacolo a Buenos Aires "Omaggio a Osvaldo Zotto".
TETE RUSCONI TETE RUSCONI Y SILVIA OSVALDO ZOTTO OSVALDO ZOTTO Y GISELE AVANZI
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