ORCHESTRA TANGO SPLEEN Tratto dal n°5 - GENNAIO 2012 de: El tanguero - tango magazine
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Lo scorso 18 novembre abbiamo deciso di fare qualche "tandas" a Milano per presentare la nostra rivista ad una nuova realtà ma anche per ascoltare una delle orchestre di tango più acclamata dell'ultimo periodo: i Tango Spleen. La musica travolgente dell'orchestra Italo-Argentina è stata protagonista assoluta alla Palazzina Liberty di Milano; un concerto entusiasmante, che ha fatto ballare per più di 2 ore, diretto egregiamente dal pianista e cantante argentino Mariano Speranza che ha proposto i brani del loro ultimo lavoro discografico "Tìpico". A fine concerto incontriamo Mariano e ne approfittiamo per fargli qualche domanda. Questa sera durante il vostro concerto la pista era sempre piena e c'era davvero una "buena onda". Cosa si prova a veder ballare tutta questa gente con la propria musica? La sensazione è molto bella e anche molto forte: si crea un'intesa speciale con il pubblico. C'è la possibilità per ogni ballerino d'interpretare la musica insieme a noi, di tradurre il gesto musicale in movimento. Sento anche la responsabilità di creare, nel miglior modo possibile,  questo scambio reciproco tra orchestra e pista (che non è sempre facile!) affinché il palcoscenico finisca con l'ultimo ballerino… perché anche lui è protagonista dello spettacolo! Proprio come questa sera. Siete reduci da un'importante tournée in Argentina, su invito del Festival di Tango di La Falda. Volete raccontarci questa esperienza? Il Festival del Tango di La Falda è sempre stato un sogno. Fin da bambino ho visto e seguito, anno dopo anno, i grandi del tango. Infatti, è sempre stato un evento dedicato alla musica e ai suoi principali interpreti, come Troilo, Pugliese, Piazzolla solo per citarne alcuni che hanno calcato questo palcoscenico e noi siamo stati ospiti di questa 28esima edizione con Nestor Marconi, Raul Lavié, Esteban Morgado e Maria Graña: l'unica orquesta proveniente dall'Italia mai ammessa al festival ed il successo è stato grande, smisurato! Così come a Buenos Aires: nel Café Homero, fondato dall'indimenticabile Rubén Juárez. Sempre ricorderò l'immagine dell'ovazione finale. Posso dire che ora Tango Spleen ha un debito artistico con questo pubblico, e nella nostra piccola storia c'è un prima e un dopo questa esperienza. Quando e com'è nata l'Orchestra Tango Spleen? Dal 2005 ad oggi ho avuto la fortuna di incontrare uno ad uno i musicisti che a oggi formano l'Orchestra Tango Spleen, artisti che hanno creduto e sostenuto questo progetto sin dall'inizio quando era solo un'utopia. Agli esordi eravamo in pochi: prima un duo, poi un trio, un quintetto e così siamo cresciuti pian piano. Attualmente l'Orchestra è formata da sette musicisti, con due bandoneones, violino, viola e contrabbasso, chitarra e pianoforte. Avere un gruppo numericamente grande, per me, non è una questione né di ambizione né di possibilità economiche, solo la necessità di esprimere le nostre idee in un modo più chiaro e funzionale. Così giovani avete già suonato in 3 continenti: Europa, America ed Asia… Vivere in Europa ci permette di essere in contatto con tutto il mondo. La tournée in Corea del Sud con la partecipazione del soprano Ivanna Speranza, che è stata inoltre ospite del nostro primo album, le nostre ricorrenti performances in Norvegia, le soddisfazioni raccolte in patria e le numerose richieste che abbiamo anche in altri paesi oltre il confine, fanno crescere noi come musicisti e come gruppo e ci permettono di osservare l'effetto della nostra musica su un pubblico sempre diverso. Per il 2012 ci sono le prospettive per tornare nuovamente in Asia e al Nord Europa. Dedicato alle grandi orchestre di tango del secolo scorso "Tìpico" è il vostro secondo lavoro discografico, vuoi parlarcene? Típico è frutto di un grande lavoro di studio e di ricerca. E' un omaggio alle grandi orchestre del secolo scorso, quelle che hanno delineato il carattere del genere e che hanno saputo trasmettere degli stili di interpretazione e di arrangiamento basilari. L'obiettivo era questo e credo sia stato raggiunto: in tanti ricercano la fonte originale dopo aver ascoltato il nostro cd e noi siamo più che contenti. Ci sono sette adattamenti di brani famosi tra i quali: Fumando espero, La Mariposa, No hay tierra como la mia, Nido gaucho, e ci sono anche due brani originali di mia composizione e un mio arrangiamento del vals peruviano Que nadie sepa mi sufrir. L'album sarà riprodotto e distribuito nel 2012 dall' etichetta Abeat Records. Riproponete i classici del tango dandogli un tocco molto personale con arrangiamenti originali, qual è la vostra maggiore fonte d'ispirazione? Avete un'autore prediletto? In realtà non abbiamo una principale fonte d'ispirazione, ognuno di noi ha i suoi miti. Io da pianista ammiro l'opera e il talento di Orlando Goñi, che ha posto le basi del pianismo moderno nell'orquesta típica, Carlos Di Sarli per la sua eleganza e la sua semplicità nel trasmetterci un sentimento, Horacio Salgán per la sua raffinata ritmica, il virtuosismo e il talento creativo. Se penso ai cantanti sicuramente mi vengono in mente i nomi di Gardel, Sosa, Goyeneche e di Juárez, ma non smetto di ascoltare e di stupirmi con Podestá e Berón, e fra i direttori di orquesta nomino due fra tutti: Troilo e Pugliese. Per quanto riguarda il lavoro di composizione e di arrangiamento, c'è una ricerca continua che prova ad allontanare gli stili definiti dai grandi maestri per far emergere sempre di più una nostra identità. Sono al tempo stesso pianista e cantante; questo è un grande privilegio: per scrivere per le voci bisogna conoscerle. Un cantante deve essere valorizzato come ci ha insegnato il grande Anibal Troilo. Nel nostro lavoro c'è anche una grande apertura alle sonorità contemporanee e al linguaggio attuale, a cui si aggiunge il non trascurabile contributo creativo di ogni singolo musicista di Tango Spleen. Nel 2010 "Milonga Shupi" un brano composto da te, ha ricevuto un bel premio, vuoi parlarci di questa bella soddisfazione? La soddisfazione è stata immensa, soprattutto perché questo concorso è aperto a tutti i generi musicali. Questa milonga è nata nel 2007, per gioco, improvvisando con il chitarrista Silvio Jara. Al momento di inserirla nel nostro primo album "Mariano Speranza, Tango Spleen" ho voluto darle nuovi colori e soprattutto un senso di totale libertà. Forse è stato questo a farci assegnare il primo premio al concorso musicale "Suoni Senza Confini", promosso dalla Fondazione Pubblicità Progresso in collaborazione con Crossmode e il supporto di Marte Live. Siamo stati premiati a Milano all'interno della manifestazione "On the move: i giovani per un futuro di valore" sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e ci ha dato l'opportunità di esibirci a Roma al fianco di artisti internazionali. Un bel riconoscimento! Che progetti avete per il futuro? A breve termine c'è un'intensa attività di concerti, con alcune date significative in teatri italiani e il lancio promozionale in Europa di Típico. Inoltre, stiamo lavorando al terzo album, di sole nostre composizioni. Tra le numerose tappe in programma, il 18 maggio 2012 sarete anche a L'Aquila all’ “International L'Aquila Tango Festival", una città che sta cercando di risorgere dopo il disastro che l'ha colpita nel 2009. Sarà un evento particolare, raccontaci le tue emozioni… Tutte le volte che capita di esibirci in circostanze particolari, si sprigiona una carica emotiva speciale, come è stato ad esempio ad Udine in una data significativa per la storia argentina come la commemorazione del colpo di stato o a Parma per i festeggiamenti del bicentenario argentino. E' la prima volta che ci esibiamo a L'Aquila. Noi argentini, figli d'italiani, abbiamo imparato una cosa molto importante in Sudamerica: la musica e la danza hanno sempre accompagnato la fortuna e la sfortuna delle persone, possono essere la nostra ancora di salvezza e il nostro più puro e fedele strumento, ancor prima della parola, per comunicare. In questo momento di ripresa come quello che sta attraversando L'Aquila, noi mettiamo a disposizione la nostra energia e la nostra sentita vicinanza. Vuoi aggiungere qualcos'altro? Grazie ragazzi! Ringraziamo Mariano Speranza e torniamo a ballare con l'energia ancora in corpo! L'orchestra Tango Spleen è formata da: Mariano Speranza (pianoforte e canto), Andrea Marras (violino), Giampaolo Costantini (bandoneon), Francesco Bruno (bandoneon), Elena Luppi (viola), Gian Luca Ravaglia (contrabbasso) e Silvio Jara (chitarra e percussioni). www.tangospleen.com Helga y Andrea
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