Montevideo (Uruguay). 1917. Domenica di Carnevale . Lungo l’Avenida  18 de Julio avanzava una mascherata di studenti  che facevano delle soste  di fronte agli affollati tavoli dei caffè per cantare canzonette spinte. Poi riprendeva il suo avanzare rumoroso e incessante , con in testa il suo stendardo.  Il vessillo diceva : “La Cumparsita”. Gli accordi di una marcetta accompagnata dai tamburi davano una singolare cadenza all’andatura della “comparsa” (mascherata) dal diminutivo maccheronico. Piaceva la marcetta alla gente dei marciapiedi.  Dava particolare attrattiva a quella improvvisata “murga” di studenti. Molti andavano dietro canticchiandola…. Il lunedì di Carnevale già si era sparsa la voce : - Hai visto la cumparsita ?.....Hai sentito la cumparsita ? Un ritmo da negrieri La “murga” era composta dai più irrequieti ragazzi della Federazione degli Studenti dell’Uruguay , che aveva la sua sede in Via Ituzaingò. L’argomento della “sede” si era trasformato in puro eufemismo. Non era stato pagato l’affitto del locale né le quote dei mobili comprati a rate.  Questi ultimi li avevano confiscati e se li erano portati via i carretti del Deposito Giudiziario , compreso il piano , proprietà di uno studente che , insieme al suo amico Gerardo Hernàn Matos Rodriguez , si incaricava di deliziare gli altri compagni suonando notte e giorno, consolandoli per i cattivi risultati dell’Università …. La banda di giovani diabolici risolse come potè il problema dello sfratto. Alcuni portarono delle casse vuote per essere utilizzate come sedie. Altri racimolarono dei pesos e affittarono un piano sgangherato. Urra !  Lì si sarebbe potuto andare avanti senza aprire libri di Medicina o di Diritto , però senza musica….mai! E facendo circolo attorno al vecchio piano , nacque l’idea di organizzare  “la comparsa” di strada. Qualcuno disse : “ Ridimensioniamola a “comparsita” (piccola comparsa)……” Un altro , balbettando burlescamente : “Allora chiamiamola “cumparsita”……..” E così rimase. Matos Rodriguez (1897-1948), che non sapeva una croma di musica ma che con le mani sulla tastiera le sapeva tutte, incominciò ad estrarre da quei tasti ingialliti la sincopata marcetta. La combriccola faceva l’accompagnamento colpendo senza pietà le casse-sedie. Matos diceva , mantenendo la mano sinistra sui bassi : - Deve avere il sapore di musica negra ! La marcetta …. che marcetta non era Alto , magro , bel ragazzo , burlone, Matos Rodriguez  subì in pieno Carnevale la raffica euforica della sua “cricca riconoscente (“Che bella marcia che hai composto , fratellino!...” ecc.). Lui, però,  si fece serio per dire : - Di che marcia mi state parlando ?...E’ un tango ! I ragazzi si guardarono stupiti. Spontaneamente canticchiarono la musica con un coro “a bocca chiusa” ,dandogli cadenza tanghera. Matos Rodriguez si sedette al piano e , lasciando che loro continuassero a cantare, si limitò ad appoggiarli con le note gravi. Era tango , nient’altro!...O forse un eccellente tango. - Ora bisogna metterlo sul pentagramma – disse Matos-  vado a parlarne ad un amico mio , che è pianista di professione. Quel pianista ( che era uno dei tanti che suonavano a cottimo seguendo l’azione dei film muti dell’epoca) andò una sera alla Federazione e , mentre Matos suonava, lui scrisse la  musica. Li circondava la corporazione degli studenti al completo.  Fatto il trasporto al pentagramma, il pianista preparò la sua bellissima penna per intitolarlo. - Ha già un titolo ?- chiese. - Si …La Cumparsita!!!!. Il tango per antonomasia Matos e la sua combriccola  portarono il tango al maestro Roberto Firpo che , con la sua “orquesta tipica” ormai tanto celebrata a Buenos Aires, era venuto a suonare nel caffè La Giralda di Montevideo. La prima esecuzione del tango ebbe l’accoglienza entusiasta  che è facile mmaginare. Poco dopo , in occasione di una scappata a Buenos Aires , Matos Rodriguez vendette la composizione alla casa editoriale Breyer per pochi “pesos”.  Il successo progressivo e travolgente di La Cumparsita , a partire dagli anni venti, che la portò a superare frontiere e a guadagnare il favore universale , è una cosa che ancora si discute in Argentina  e in Uruguay tra affermatori e negatori. E’ veramente un supertango ? Possiede valori esclusivi per essere il tango per antonomasia ? Diamo per concluso il dibattito. Virtù dovrà averne a iosa questa Cumparsita  , che si ascolta sempre con vero piacere  in ogni angolo del mondo. Però era fatale che tanto successo fosse sfiorato anche dallo scandalo. Dapprima (1923) , l’ostinato recupero della proprietà del brano svenduto qualche anno prima dal giovane autore , recupero che fù possibile grazie all’intercessione della Asosiaciòn Argentina de Autores y Compositores.  Poi …debito della notorietà : nel 1924 i parolieri Pascual Contursi e Enrique Maroni adattarono alla musica un testo occasionale per un’opera teatrale che si inaugurò nel teatro Apolo di Buenos Aires e, passati altri 10 anni , quando La Cumparsita cominciò a rendere copiosi diritti, si reclamò la partecipazione per il testo. Il musicista negò ai parolieri il riconoscimento alla collaborazione.  Litigarono per più di venti anni. Morto Matos Rodriguez nel 1948, i suoi parenti si accordarono su un lodo arbitrale. Però questo potrebbe essere argomento di un’altra storia… Come corollario , si può dire che al famoso tango toccò anche la legge atavica.  Non appena La Cumparsita arrivò in Germania , la incluse nel suo repertorio una banda dell’esercito prussiano. Ascoltando , durante una sfilata , la familiare musica, un diplomatico argentino esclamò: - Come suona bene questo tango come marcia militare !! Se avesse saputo quello che abbiamo appena raccontato , quel diplomatico avrebbe trovato la spiegazione di tanta sorprendente marzialità. Alberto Valente Discografia  di “La Cumparsita” Di questo tango esistono centinaia di incisioni . Citiamo alcune delle più famose : Stumentali Orchestra Juan D’Arienzo con ben 5 incisioni  (1937 – 1943 – 1951 – 1963 – 1971) Orchestra Carlo Di Sarli  ( 1942 – 1951 – 1955) Orchestra Alfredo De Angelis (1944 – 1961) Orchestra Anìbal Troilo ( 43 – 51 – 52 – 63) Quartetto/Orchestra di Robero Firpo (1917 – 1928 – 1937 ) Orchestra Francisco Canaro (1926 – 1927 – 1929 – 1933) Orchestra Osvaldo Fresedo (1927 – 1943 – 1979 ) Quinteto Pirincho (1955 – 1959) Orchestra Rodolfo Biagi (1942) Orchestra Francisco Lomuto (1925 – 1936) Orchestra Edgardo Donato (1935) Orchestra di Ricardo Tanturi (1940) Orchestra di Pedro Laurenz (1953) Cantate con testo di P.Contursi ed E. Maroni (Si supieras…..) Carlos Gardel accompagnato dai suoi chitarristi (1924 – 1927) Orchestra di Juan D’Arienzo con la voce di Carlos Dante (1928) Orchestra Tipica Victor con la voce di Alberto Gòmez (1932) Orchestra di Osvaldo Pugliese con la voce di J. Maciel e C. Guido (1959) Cantate con testo di Matos Rodriguez (La Cumparsa de miserias sin fin desfila......) Orchestra Tipica Victor con la voce del grande tenore italiano Tito Schipa (1930) Orchestra Angel D’Agostino con la voce di Angel Vargas (1945) Recitata con testo di Celedonio Flores (Porqué canto asì…..) Orchestra  di Leopoldo Federico con la voce recitante  di Julio Sosa (1961) Recitata con testo di P. Maroni (Tango que me hiciste mal ….) Orchestra di Rodolfo Biagi con la voce recitante di Jorge Ortìz (1942)
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